Crescentine (tigelle).

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In tutta Italia le crescentine vengono chiamate tigelle, tranne che a Modena e provincia (zona di origine dove vengono chiamate crescentine), in realtà la tigella era l’antico utensile con cui si cucinava la crescentina.
La pasta della crescentina veniva posta tra foglie di castagno e cotta in mezzo a due dischi di terracotta (che sono appunto le tigelle) sulla brace del camino.
Potete gustarle con qualsiasi cosa, sono un ottimo sostituto del pane.

Ricetta per 6 persone.
Per cucinare le crescentine vi occorre lo stampo apposito* in metallo o terracotta predisposto per cucinare più crescentine alla volta.

*Mi è giunta testimonianza di chi le ha cucinate anche in padella, pur ottenendo un’aspetto un pò diverso il risultato era ottimo comunque, quindi se non possedete lo stampo e volete provare a cucinare le crescentine, la padella potrebbe essere un’alternativa.

Ingredienti:

  • 1 kg. di farina tipo “0”,
  • 50 gr. di strutto di maiale,
  • 25 gr. di lievito di birra,
  • 1 cucchiaio raso di zucchero,
  • 1 bicchiere d’acqua (per impastare),
  • 1 bicchiere di latte (per impastare),
  • sale quanto basta.

Preparazione
Impastare tutti gli ingredienti, formare una pagnotta che lascerete lievitare per circa un’ora e mezza a temperatura ambiente.
Terminato il tempo di lievitazione, preparate delle piccole palline che poi spianerete con il matterello, ottenendo così dei dischi di pasta alti mezzo centimetro circa. Cercate di creare dei cerchi di circonferenza adatta ad entrare nello stampo, leggermente più piccoli perchè poi cuocendosi l’impasto lieviterà.

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Scaldare lo stampo a fuoco medio (attenzione alla temperatura, conviene fare prima una prova con una sola crescentina per vedere come procede la cottura) adagiare le crescentine negli appositi spazi rotondi, chiudere lo stampo, cucinare per circa 15 minuti capovolgendo lo stampo in modo che la cottura avvenga uniformemente.

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5 Responses to “Crescentine (tigelle).”

  1. condor says:

    ogni famiglia dell’appennino modenese doc, possiede la propria variante segreta della ricetta per le crescentine. comunque per chi vuole cimentarsi e non ha l’atrezzatura… vi offro un “trucco” che ho utilizzato in tutto il mondo:
    -potete utilizzare la pasta per il pane (quella con il lievito)acquistandola dal fornaio
    -i dischi di pasta possono essere messi sotto il ferro da stiro caldo da ambedue le facciate, per cuocere la pasta superficialmente e poi la cottura vera e propria puo’ essere fatta in un forno, meglio se ventilato.
    tendono a gonfiarsi un po’ di piu’ … ma il risultato è molto simile.
    si apre in due e si puo’ condire con tutto quello che viene in mente (salumi, formaggi, creme spalmabili, ricotta e pomodorini, …. ho provato di tutto tranne il pesce )

  2. libbra says:

    Essendo del comune di lama mocogno Vorrei insegnare ai lettori Che le tigelle non sono le crescentine ne crescente SONO LE PIETRE REFRETTARIE CHE DOPO AVERLE FATTO RISCALDARE NEL FUOCO SI FACEVA CUOCERE LE CRESCENTE METTENDO UNA TIGELLA CNA CRESCENA UNA TIGELLA UNA CRESCENTA SI FACEVA COSI UNA PILA COME UNA TORRE dopo su mettevano davanti al fuoco o nella cenere cer cuocere intorno il vero condimento e lardo grasso rosmarono e agli in puré ma mai nessuno a mangiato le tigelle o si sarebbro rotto i denti sottoscritto LIBBRA GIUSEPPE

  3. libbra says:

    PER ME LA RICETTA A MODO MIO E FARINA DI GRANDURO PANNA FRESCA LATTE E LIEVITO
    lardo grasso 100 gr 4 GUSCIe GROSSE D’AGLIO dopo avere tolto il germine un ramo di 8 cm di rosmarino frsco ( solo le foglie) pestare in pommada aprire la crescenta calda e mettere un estratto che deve scoglire subito
    si puo fare con mortadella e molto buono anche con formaggio Camambert che sia fondante ma non troppo vecchio buon appetito Libbra di PIANORSO

  4. massimo says:

    Per segnalarvi ed informarvi che l’ origine delle crescentine e’ di una piccola frazione di Pavullo nel Frignano e precisamente della frazione di Montorso.

  5. Serena says:

    Grazie per le informazioni, non sapevo di preciso quale fosse il paese d’origine.
    Ciao
    Serena

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